Art Sharing: leggi, discuti, incontra e condividi!

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Succede che a una festa di laurea conosci Silvia Bonci, diventate amiche e a pochi mesi di distanza vi trovate a far parte di due progetti culturali e open-source che hanno come parola d’ordine la condivisione.

Bè il mio sicuramente lo conoscete già (dato che state leggendo questo post), mentre di quello di cui fa parte Silvia vi appassionerete leggendo dalla prossima riga in poi. Il progetto si chiama Art Sharing e in realtà è molto di più! Nasce dalle menti di 4 ragazze e dalla bio su Twitter si capisce che Art Sharing è “la prima piattaforma on-live dove reale e virtuale si incontrano: leggi, discuti, incontra,condividi!”

L’intervista

Elevator Pitch question

F: Descriveteci il progetto, avete 6 piani di tempo!

AS: Premessa: non vorreste mai averci in ascensore per sei piani, ne uscireste ubriachi di parole! Qui invochiamo la musa della sintesi. Via!

1° piano: Art Sharing è un progetto che si basa – come da nome- sulla condivisione di esperienze, idee, opinioni e foto. L’ambito è quello culturale, il mood è easy!

2° piano: Perchè ci sia condivisione ci devono essere le persone. Per questo Art Sharing è un progetto community-based: i nostri utenti si chiamano artsharers e amano osservare, discutere e partecipare agli eventi con chi condivide le loro passioni.

3° piano: Art Sharing è un progetto composto da tre parti: blog, meeting point e database.

4° piano: Nel blog scriviamo dei fatti e degli eventi che animano il mondo della cultura. Ma non ci fermiamo lì: attraverso una serie di rubriche raccontiamo l’arte in modo informale, proponendo punti di vista insoliti e aneddoti che non si trovano sui manuali.

5° piano: Non chiamatelo forum! Il meeting point è un’agorà virtuale dove gli artsharers possono confrontarsi direttamente tra loro sui vari temi e organizzarsi per partecipare insieme agli eventi, alle mostre, ai concerti.

6° piano: Il database è una raccolta di informazioni utili sui luoghi della cultura in Italia. Qui gli artsharers possono votare e lasciare la propria recensione per poter aiutare gli altri ad orientarsi nell’offerta culturale italiana.

Background del progetto

F: Come nasce il progetto? Chi sono le menti che hanno pensato e realizzato tanto?

AS: La nascita del progetto è strettamente collegata al background universitario che ci accomuna: il corso Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali (EGArt) presso l’università Ca’ Foscari di Venezia. Quello che abbiamo studiato, unito alle esperienze di stage e lavoro nelle istituzioni culturali, ci ha messo in contatto diretto con la realtà culturale italiana e abbiamo osservato le sue tristi inefficienze.

Ma cosa possono fare quattro neolaureate? Il ragionamento ridotto ai minimi termini è questo: escludendo maggiori risorse economiche da indirizzare verso la cultura, dove possiamo agire?

Possiamo stimolare le persone a partecipare agli eventi, soprattutto quelle che rinunciano ad andarci perché non hanno nessuno che vuole andare con loro, possiamo orientare l’utenza nell’offerta culturale italiana attraverso l’informazione, la condivisione e l’organizzazione di visite tra gli artsharers.

Il progetto ha avuto un lungo periodo di incubazione: quasi sei mesi a partire da dicembre scorso, dove abbiamo ragionato sul business plan e partecipato ad eventi per startup. Da maggio è cominciata la fase più executive, come dicono gli esperti, e da allora non ci siamo più fermate!

Art Sharing: il blog e i social network

Art Sharing on Facebook

F: Come gestite tra di voi le azioni quotidiane da fare sul sito e sui social? E quelle future?

AS: Il re della programmazione è senza dubbio il blog: procediamo con programmazione mensile o bimestrale a seconda del materiale. Lavorare con tante rubriche ci permette di distribuire meglio gli argomenti. Poi arrivano i social, ognuno con le sue esigenze. Tendiamo a  programmare settimanalmente ma la flessibilità è essenziale per garantire un’offerta sempre aggiornata e i social, non dimentichiamolo, sono l’anima dell’interazione! Siamo sempre pronte a rispondere agli artsharers o a moderare gli scambi di idee che a volte diventano bollenti!

I social per noi rappresentano due opportunità: promuovere il nostro sito e i relativi contenuti e il contatto quasi-diretto con gli artsharers. Come dicevamo prima ogni piattaforma ha le sue esigenze, cerchiamo di dedicare a ciascuna la strategia che più riesce a sfruttare le potenzialità del mezzo.

Ci siamo divise i vari social per poterci concentrare meglio sull’attuazione delle diverse strategie, tuttavia riusciamo a interscambiare i ruoli in caso di bisogno.

A tal proposito, trovate Art Sharing su:

Facebook

Twitter

Google+

Pinterest

Instagram

E attenzione: se cercate Art Sharing su Google, non confondetelo con l’omonimo! Il sito internet giusto è: artsharingproject.com

Business plan

F: Avete un modello di business?

AS: Sì, ma è segreto. Scherzi a parte il business plan è un documento che stiamo redigendo con un lavoro di continua revisione, cercando di sviluppare solide ipotesi di fattibilità. Le attività principali, aka core business, non sono di natura profit e stiamo mettendo a punto modelli di ricavi che rispettino la vision e allo stesso tempo garantiscano la sostenibilità economica del progetto.

Must-have: l’app

F: Avete mai pensato di creare un’app? Se sì come vi state muovendo?

AS: Certo! L’app è uno strumento utilissimo ed estremamente affine al nostro progetto, soprattutto per quanto riguarda il meeting point. Allo stato attuale del progetto ci stiamo concentrando sulla creazione della community e ai meccanismi che la regolano, oltre che alla costruzione di database e meeting point. L’app ci sarà, ma non nel 2013!

In futuro

F: Come pensate di evolvervi?

AS: I punti su cui stiamo lavorando di più sono la creazione del database e del meeting point. Una volta online (manca poco!) potremmo dire che il nostro progetto avrà raggiunto un punto fondamentale del suo sviluppo. Nel frattempo coltiviamo la community di artsharers, i quali rappresentano le nostre più grandi soddisfazioni. Parallelamente speriamo di mettere presto in atto delle attività volte alla sostenibilità economica del progetto.

Ci sono tante, tantissime cose da fare e questo non può che entusiasmarci. Continuate a seguirci!

Grazie mille al team di Art Sharing per aver condiviso con noi la loro esperienza e in bocca al lupo!