Social Media Strategy per i musei secondo Mar Dixon: “Non aspettate che tutto sia perfetto”

4Sicuramente la maggior parte di voi conosce – o avrà sentito parlare – di MuseumMix UK, Teens in Museums, Museum Camp, Culture Themes oppure avrà partecipato ed utilizzato gli hashtag #AskACurator e #MuseumWeek. Bene, dietro l’ideazione e la cura di tutti questi progetti, c’è una sola persona: Mar Dixon.

Mar affronta quotidianamente alcune delle tematiche e delle tendenze più pressanti nel settore museale: dallo sviluppo professionale all’innovazione, dall’uso dei social media e della comunicazione digitale alle riflessioni sul meaning making nei musei. Chi meglio di lei per parlare di strategia e per delineare dove i musei possono andare?

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Da locale a globale e ritorno, grazie ai social media: il Museo delle Donne nell’Arte

Quando pensiamo a Washington, D.C., ci viene forse in mente una città monumentale in cui i punti di riferimento culturali rappresentano gli ideali della Nazione. Il Museo Nazionale delle Donne nell’Arte conserva ed espone una collezione di oltre 4,500 oggetti che celebrano e riconosco i contributi creativi delle donne, negli Stati Uniti e non solo. Fondato nel 1987, è l’unico grande museo nel mondo unicamente dedicato a questo tema così come agli ideali a esso connessi.

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“Il museo mi contatta su Instagram!” L’esperienza di un’italiana al DDR di Berlino

2Il museo della Repubblica Democratica Tedesca – Deutsche Demokratische Republik (DDR) – di Berlino è uno dei musei più visitati della città e vanta circa 500.000 visitatori all’anno.

Quando si dice che la prima impressione è quella che conta, spesso si sbaglia ma questo non è il caso del DDR Museum. Fin dalle prime righe di presentazione, viene definito un museo interattivo, in cui la storia prende vita attraverso i visitatori e le loro esperienze.

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I social network incontrano i dinosauri: le scelte del Museo di Storia Naturale di Firenze

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Tra le varie cose belle che ci sono successe a Museums and the Web Florence, c’è anche il fatto che abbiamo conosciuto Alba Scarpellini, Head of Communication al Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze.

Fondato nel 1775 da Pietro Leopoldo di Lorena, è stato il primo museo naturalistico italiano ad essere aperto a tutti: dai nobili, al clero, al terzo stato e al popolo, comprese le donne. Un “museo aperto”, insomma, fin dalle origini. E un museo che oggi è molto attivo online e che ha fatto dell’apertura – al pubblico, alle novità, alle iniziative digitali – una propria caratteristica fondante.

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Quando il pubblico rielabora le collezioni: le strategie digitali del Rijksmuseum

Immagine5Anche se non li dimostra per nulla, il Rijksmuseum di Amsterdam ha la bellezza di 214 anni. Certo, ha dovuto subire dei consistenti interventi di maquillage architettonico e strutturale per portarsi così bene i suoi due secoli di storia.

Fin dalla sua prima apertura, il museo olandese d’arte e di storia ha sempre inseguito la modernità, ha cercato sempre di tenere il passo con le più svariate tendenze: architettoniche, culturali, museologiche e museografiche. D’altronde come dimenticare il favoloso video che ha prodotto (insieme agli sponsor) poco prima della riapertura nell’aprile del 2013?

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Museum of Art & History di Santa Cruz: “non abbiate paura di sperimentare!”

1Il Museum of Arts and History di Santa Cruz non è uno dei primi musei che balza nell’immaginario collettivo del pubblico italiano come istituzione all’avanguardia nell’ambito dei social network e della comunicazione online. Invece dovremmo proprio includerlo nelle prime posizioni.

Il museo è diretto da una certa Nina Simon, autrice del volume “The Participatory Museum” e del popolare blog Museum 2.0, è attentissimo ai bisogni della comunità con cui interagisce senza soluzioni di continuità così come per il coinvolgimento dei pubblici.

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