Kickstarter: quando il crowdfunding diventa community building

Qualche tempo fa, lo Spy Museum a Washington DC ha ospitato un incontro dedicato a Kickstarter, un sito che finanzia e supporta la creazione di communities intorno a progetti creativi. L’incontro, dal titolo “The Ups and Downs of a Great Kickstarter Campaign, What Works and What Doesn’t?”, ha visto la partecipazione di Stephanie Pereira, Kickstarter’s Art Program Director, che ha presentato una overview di progetti legati al mondo museale e culturale.

Sono andata a dare un’occhiata in veste di #svegliamuseoontour: ecco il recap!

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Nel sud del sud dei Santi. Comunicare la cultura nel meridione.

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Da napoletano emigrato a Milano, ho presto scoperto che la percezione nazionale arrivava fino a Roma, lasciando al sud un’aurea di voci e storie, spesso incontrate in qualche viaggio estivo. Mi sono trovato a parlare, a volte, di grandi realtà culturali dell’Italia meridionale ignote anche a chi di divulgazione di cultura se ne occupa per mestiere, come il Sole 24 Ore. E forse ho anche capito perché queste voci non giungessero fino ai centri economici del Paese.

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Come si misura l’online engagement di un museo?

Recentemente ho preso parte a una sessione dal titolo “Metrics, metrics, everywhere: choosing the right ones for your Website and Social Media” presso lo Smithsonian Institution. Il workshop è stato originariamente presentato a Museum Computer Network lo scorso Novembre e replicato allo Smithsonian con la partecipazione di Effie Kapsalis, Head of Web and New Media Smithsonian Archives, Erin Blasco, Smithsonian Museum of American History Programs Specialist, Sarah Banks, New Media and Web Content Specialist Smithsonian Museum of Air and Space, e Brian Alpert, Web Analytics and SEM Analyst Smithsonian Institution.

Di seguito vi riporto i miei takeaways!

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L’ascesa della cultura del making e dell’hacking

Recentemente, tra le attività che i musei propongono, si è visto un crescente interesse per programmi e laboratori che invitano diversi pubblici a costruire nuovi strumenti per l’esperienza museale e a manipolare le collezioni. In alcuni casi si tratta di attività pianificate, come i Tinkering organizzati dall’Exploratorium (Twitter @Exploratorium – info su Tinkering qui) e esportati, tra gli altri, presso il nostrano Museo della Scienza e della Tecnologia a Milano (@Museoscienza). Esiste poi un crescente numero di eventi “pop-ups”, hackhatons e programmi sperimentali che, in un certo senso, si propongono di ribaltare gli approcci tradizionali del museo.

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Musei e Social Media italiani: una comunicazione più antica del patrimonio che tutelano

8464661409_32aa7a26a6_cL’uso dei social media nei musei italiani è ancora da esplorare. Le istituzioni culturali utilizzano una comunicazione più antica del patrimonio che tutelano convinti erroneamente che i visitatori virtuali non vadano a beneficio di quelli reali, veri portatori di ricchezza con il biglietto da acquistare. Nulla di più sbagliato. Vediamo qualche dato al proposito…

http://www.tafter.it/2013/12/30/musei-e-social-media-italiani-una-comunicazione-piu-antica-del-patrimonio-che-tutelano/

[segnalata da @Alex_OLove]

Photo credits

“We are What we Share, Digital Content & Audience Participation”, Victor Samra

 

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“In the past, you were what you owned… Now you are what you share”: il punto di vista di Victor Samra (MoMa) sulle strategie di comunicazione museale (Conferenza “Communicating the museum 2011”)

http://ctmuseum11.tumblr.com/post/7491107783/we-are-what-we-share-digital-content-audience

[segnalata da @RoryinLA]