Da locale a globale e ritorno, grazie ai social media: il Museo delle Donne nell’Arte

Quando pensiamo a Washington, D.C., ci viene forse in mente una città monumentale in cui i punti di riferimento culturali rappresentano gli ideali della Nazione. Il Museo Nazionale delle Donne nell’Arte conserva ed espone una collezione di oltre 4,500 oggetti che celebrano e riconosco i contributi creativi delle donne, negli Stati Uniti e non solo. Fondato nel 1987, è l’unico grande museo nel mondo unicamente dedicato a questo tema così come agli ideali a esso connessi.

Oltre all’affascinante collezione conservata in un bellissimo edificio, il Museo offre mostre, programmi, eventi e attività educative dedicate all’esplorazione dei contributi delle donne a qualsiasi forma d’arte e cultura. Date un’occhiata al loro sito! Questo Museo è un esempio di come la cultura possa trascendere le informazioni artistiche e diventare rilevante con gli ideali e i simboli portati alla luce dalle storie che gli oggetti racchiudono.

Abbiamo avuto il piacere di chiacchierare con un membro del Digital Media team, Laura Hoffman, Digital Media Specialist. Laura ha condiviso con noi alcuni aspetti dell’attività e della strategia digitale del Museo. Speriamo che quello che ci ha raccontato possa esservi utile e che inizierete a seguire questo museo, a prescindere che siate donne o uomini!

V: Quante persone lavorano del dipartimento di media digitali e che tipo di abilità ritieni necessarie per lavorare con gli strumenti digitali in un museo?

Laura: al Museo ho il ruolo di Digital Media Specialist, mentre la mia collega è Website Administrator. Il nostro capo supervisiona sia l’educazione che l’attività online. Il mio background è in storia dell’arte e educazione in ambito museale. Sono stata assunta dal museo per gestire il progetto di redesign del sito, un compito per cui ho dovuto prepararmi e studiare parecchio. Per quallo che riguarda i social media, il Museo adotta un approccio trasversale sui vari dipartimenti.

Le capacità che secondo me sono necessarie per lavorare nel campo sono soprattutto la flessibilità, dal momento che le tecnologie cambiano continuamente, così come l’abilità di comunicare e lavorare con l’intero staff. Ognuno ha un interesse a utilizzare i digital media. Inoltre, è importante saper priorizzare l’offerta digitale sia da una prospettiva del Museo, sia da quella del visitatore online, così che il beneficio sia massimizzato per entrambi.

V: Perchè utilizzate i social media? Che canali social usa il Museo e qual è la strategia dietro ognuno?

L: Siamo un museo basato sulla mission – il che significa che il pubblico ci supporta per la missione che rappresentiamo: essere un luogo per le donne nell’arte. Proprio per questo, tanti dei nostri supporters vivono molto lontano e potrebbero anche non visitare mai la nostra sede. I social network ci permettono di connetterci con loro in una maniera molto personale, inoltre ci aiutano a posizionarci in un contesto globale.

Come accennato, abbiamo un team trasversale che lavora sui social media e la strategia ha quindi un approccio olistico. Abbiamo diversi canali, ma quelli su cui ci stiamo concentrando in questo momento sono il blog, Facebook, Twitter, Instagram, YouTube e Foursquare. In generale, proviamo ad avere una voce consistente attraverso le varie piattaforme e le facciamo lavorare insieme, quando possibile.

La strategia del blog consiste nel fornire contenuti approfonditi sulle ultime mostre, highlights delle collezioni, nuovi programmi e storia del museo. Per quanto riguarda Facebook, ci concentriamo su eventi importanti al Museo e intorno ad esso. Abbiamo il più ampio numero di followers su questa piattaforma.

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Gestiamo Twitter in maniera leggermente diversa perchè tweetiamo diverse volte al giorno, quindi possiamo includere molto più contesto per la nostra mission, parlando, oltre che di noi, anche di e con altre istituzioni e organizzazioni che fanno un lavoro simile al nostro. Partecipiamo anche a live tweets e eventi internazionali su questa piattaforma, come la #MuseumWeek, Museum Memories Day, ecc, e beneficiamo del contesto globale in cui ci permettono di inserirci.

Per Instagram, documentiamo il Museo visualmente, con immagini dal dietro le quinte, oppure condividendo la nostra storia istituzionale, creando così un veicolo per la condivisione di foto correlate dai nostri followers. Facciamo anche concorsi legati alle nostre mostre su Instagram, Facebook e Twitter: è un’opportunità di interazione ulteriore. Per quanto riguarda YouTube, abbiamo da poco iniziato a creare playlists legate alle nostre mostre, carichiamo inoltre video nostri. Per esempio, abbiamo creato una playlist che evidenzia ognuno dei dieci video artisti che compongono la nostra mostra sull’arte video contemporanea.

Infine, usiamo Foursquare per creare engagement con la popolazione locale. Facciamo sconti esclusivi agli utenti che interagiscono con noi facendo check-in: per esempio metà prezzo sul biglietto d’ingresso per tutto il mese che ha celebrato la storia delle donne, a Marzo.

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V: I social media sono integrati nella più ambia strategia del Museo? Se si, come?

L: Si, per entrambi ci stiamo basando su un approccio centrato sul visitatore online, ovviamente diversificando per piattaforme. Stiamo iniziando a sviluppare una più ampia strategia digitale, consapevoli che si tratta di un compito difficile, vista la velocità con cui le tecnologie cambiano.

V: Come l’evaluation entra nei processi del Museo? Fate evaluation sui vostri progetti e campagne digitali?

L: Ogni mese conduco reports per il sito e per le piattaforme social. Inoltre, dopo ogni grande mostra, lo staff si incontra e analizza tutte le iniziative che sono state effettuate, i dati ottenuti vengono discussi in prospettiva di mostre e progetti futuri. Infine, il social media team e il digital team rivedono e analizzano i dati relativi ai progetti digitali sull’anno intero, definendo la strategia che caratterizzerà i passi successivi.

dreusaunders/ CC BY-NC-SA 2.0

dreusaunders/ CC BY-NC-SA 2.0

V: In che modo connettete le attività sui canali digitali con l’esperienza on-site e viceversa? Hai degli esempi di programmi o campagne che sono state particolarmente di successo in questo senso?

L: Abbiamo segnaletica in determinati punti del Museo (all’entrata, negli ascensori, sulle brochures istituzionali etc.) che possono avere o il link o l’icona del social media selezionato.

Per alcuni dei nostri eventi indirizzati ai più giovani (NMWA Nights), abbiamo sviluppato concorsi sui social media che si sviluppano nelle gallerie del museo. Per esempio, durante l’ultimo evento “NMWA Nights” abbiamo lanciato un concorso su Instagram chiedendo ai visitatori di postare foto durante la serata, che abbiamo poi esposto così che tutti potessero vederle. Per la prossima “NMWA Nights” faremo video tours basati sui social media, per andare a complemento della nostra mostra  Total Art: Contemporary Video, che ha aperto il 6 Giugno.

V: Ultima domanda, vorrei chiederti di dare qualche piccolo consiglio a un museo che vuole iniziare a usare i digital media e parte proprio dall’inizio. Un museo che parte da zero, come alcuni dei musei italiani che ci seguono, può infatti fare fatica a iniziare e a orientarsi. Qual è secondo te il modo migliore per far partire una strategia digitale in questi casi?

L: Quando si è all’inizio, una strategia digitale può sembrare un compito immenso. Prima di tutto, direi che è importante mettere insieme tutte le persone interessate, le persone chiave all’interno dell’istituzione, e discutere i vostri obiettivi. Possono essere anche obiettivi molto semplici. Che cos è la vostra organizzazione? Chi sono i vostri visitatori digitali? Successivamente, pensate a come le piattaforme digitali possano riflettere questi obiettivi. Che cosa vuoi ottenere attraverso il sito? Come i social media possono supportare i tuoi obiettivi? Una volta che il website è online e ha tutti i contenuti che vuoi che ci siano, inizia con una o due piattaforme social che supportano gli obiettivi che hai stabilito. Può volerci un pò a crearsi un pubblico, quindi è meglio iniziare da uno o due canali e poi andare avanti da lì.

Altro punto importante: fare ricerca e osservare cosa le altre istituzioni stanno facendo. Chiedetevi, Che cosa può aiutare a raggiungere gli obiettivi che abbiamo determinato? E’ importantissimo parlare e collaborare con istituzioni vicine o istituzioni che hanno la vostra stessa mission.

Che ne pensate dell’approccio di Laura? Avete qualcosa da aggiungere? Pensate che un approccio di questo tipo si possa applicare alla vostra istituzione? Raccontatecelo qui sotto!

Fonte immagine: wallyg/CC BY-NC-ND 2.0