#svegliamuseo: l’idea prende forma

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Eccoci, è iniziato il 2014 e con esso è arrivato anche il momento di svelare le nostre carte, sciogliere il mistero… insomma, fare quello che ci eravamo ripromesse: pubblicare le nostre interviste ai manager stranieri, con cui in questi mesi siamo riuscite a stabilire una rete di contatti e di scambi di idee, più o meno proficue.

Sono stati mesi in cui abbiamo imparato molto, in cui il progetto ha preso forme e direzioni spesso inaspettate, ma sempre con un obiettivo in mente: raccontare (e spronare) l’Italia dei musei, anche con i suoi problemi, in chiave positiva. Per questo, accanto a questa sezione, che abbiamo intitolato, per fedeltà alla causa, “#svegliamuseo”, è nata quella “Chi è già sveglio”, in cui stanno trovando posto, e troveranno sempre più, quelle realtà museali italiane che hanno già fatto il salto, e con successo, nel mondo social (Muse, Mart, Palazzo Madama, Triennale…). Questi sono gli ‘early adopters’: prendiamoli ad esempio.

I musei stranieri

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[Tratto da “Come, Let Us Go Boldly Into the Present, my Brothers & Sisters” by Michael P. Edson]

L’idea, infatti, è sempre stata quella di fornire dei modelli positivi a chi si avvicina al mondo del web e si chiede da dove cominciare.

Così, le nostre interviste ai manager stranieri saranno focalizzate a capire, tramite una serie di domande “standard” e altre modificate caso per caso, come funzionano i dipartimenti di comunicazione online dei maggiori musei mondiali: di quanto personale necessitano (e scoprirete che il numero è molto inferiore a quello che potreste pensare)? Come vengono utilizzati i diversi canali social? Quali i punti di forza? Quali le attività di maggior successo?

Noi ci auguriamo che tra un tweet e l’altro nasca un’idea, che una board di Pinterest particolarmente ben riuscita susciti la voglia di imitarla, e, soprattutto, che vengano abbattuti i limiti peggiori, quelli mentali. Si può – si deve – cominciare anche dal piccolo, anche con risorse limitate.

“Think Big. Start Small. Move Fast”: ho preso in prestito questo motto da una slideshare particolarmente stimolante firmata Michael P. Edson, Director of Web and New Media Strategies alla Smithsonian Institution, che in questi mesi, dietro le quinte, è stato uno dei nostri maggiori sostenitori. L’importante è il fine: si può iniziare anche grazie alla volontà e alla perseveranza di una sola persona. Se i risultati verranno, ci si potrà espandere e arrivare, si spera, un giorno, ad avere un intero dipartimento preposto alla comunicazione online. L’importante è rendersi conto che il momento per iniziare questo processo è ora.

I musei italiani

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Perché ho voluto parlare di “persone singole”? Perché è proprio con loro, con chi cerca di migliorarsi nonostante le risorse limitate, che abbiamo lavorato per la seconda parte di questa sezione: quella in cui chiediamo ad ogni museo straniero di consigliare un museo italiano a migliorare la sua presenza online. Non tutti i musei esteri avranno un museo italiano associato, mentre ci sarà chi ne avrà due: ce ne scusiamo, ma non è dipeso da noi.

Prima di cominciare, ci sembrava doveroso ringraziare tutte quelle realtà museali italiane che si sono messe in gioco con noi, volontariamente, e che speriamo imparerete a conoscere nella loro voglia di migliorarsi e di contribuire al cambiamento. Molte di loro si sono già messe ampiamente in gioco sul nostro gruppo Facebook (penso, ad esempio, al Museo Civico di Maglie).

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Per concludere, mi permetto una nota personale. Ho iniziato questa avventura di #svegliamuseo perché, lavorando all’estero, mi ero accorta della disparità nella comunicazione web tra Italia e resto del mondo. Provate a cercare online un museo straniero: troverete, spesso e volentieri, un sito web accattivante, che già dall’home page vi fornirà tutte le informazioni essenziali (a partire dall’indirizzo del museo o dai numeri da contattare; i social saranno segnalati tramite icone; potrete trovare database contenenti le opere in dettaglio; ci sarà una sezione “Lavora con noi” – questa sconosciuta). È importante capire che, in un mondo globalizzato, ci sarà chi cercherà informazioni anche sul più piccolo museo italiano dall’altro capo del mondo: l’informazione non può più, non deve, essere reperibile solo in loco. Il museo deve popolarsi anche online.

Quindi, sempre più, #svegliamuseo!