#svegliamuseo in gita: la mostra di Andy Warhol a Palazzo Reale

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Qualche tempo fa il team di #svegliamuseo è stato contattato dalle responsabili di una community web tutta al femminile, quella delle #socialgnock, per un’esperienza un po’ diversa dal nostro tran-tran social di tutti i giorni: uscire dall’anonimato dell’online e trovarsi, di persona, a Palazzo Reale per visitare la mostra di Andy Warhol. Una giornata al museo? Abbiamo accettato subito!

Il 9 febbraio, alle 10 del mattino, ci siamo così trovati, insieme ad amici e follower di #svegliamuseo, nonché alle agguerritissime #socialgnock e al nostro sponsor della giornata, AdMingle, sotto ai coloratissimi poster di Palazzo Reale, che questo inverno ha sfoderato una serie di mostre sul ‘900 tutte ugualmente imperdibili

Once you got ‘POP’…

Perché Andy Warhol?

Perché Warhol fa parte della nostra cultura tanto quanto ha contribuito a plasmarla, perché Warhol è un “gigante della società dei media” che attraverso i media rivive e si amplifica. Perché la sua idea di arte è quella di riproducibilità e di accessibilità: le sue Marilyn e le sue zuppe Campbell sono un marchio che oggi riconosciamo tutti e in cui tutti ci riconosciamo.

Le lattine di Campbell Soup che ancora troneggiano sugli scaffali dei supermercati americani sono diventate esse stesse un’opera d’arte, che il pubblico odierno può riprodurre all’infinito, allo stesso modo di Warhol, scattando una foto e condividendola sui social (e molti lo fanno ogni giorno, me compresa).

Palazzo Reale e i social

Questo per dire che Warhol era molto social, ma purtroppo la cornice che l’ha ospitato a Milano non lo è altrettanto. Passi che Palazzo Reale sia poco presente sui social network (praticamente lo si trova solo su Facebook), una mancanza sopperita, almeno per quanto riguarda questa mostra, dai suoi organizzatori, ossia 24 ORE Cultura (è loro una Pinterest board tutta dedicata all’artista americano).

Fedeli alla causa, noi siamo andati alla mostra pronti a sfoderare i nostri cellulari e inondare il web di tweet su #Warhol con i nostri hashtag (#svegliamuseo e #socialgnock), nonché quello del nostro sponsor, #shareyourpassion, che ci sembrava calzasse a pennello per un gruppo di appassionati di arte. Ebbene, twittare non è mai stato così difficile! Con cellulari nascosti tra le pieghe dei cappotti e amici che facevano da “palo”, abbiamo cercato di sfuggire all’implacabile censura dei responsabili di sala al grido: “Niente cellulari!”. Qualcuno di noi, nello specifico, si è visto proibire l’uso di Twitter se non del cellulare acceso (questa sono io, ripresa nel momento in cui lo stavo usando per prendere appunti). Se avessi avuto carta e penna sarebbe successo comunque, o il divieto/la paura è solo per le tecnologie?

Divieti o meno, noi siamo andati avanti a condividere la nostra esperienza e a citare Andy Warhol a più non posso (chi meglio di Warhol può far capire Warhol?). Ne sono la prova i post raccolti in uno Storify dalle ragazze di #socialgnock!

La giornata si è conclusa tutti insieme davanti ad un buon brunch, e con il ricordo di aver visto da vicino l’arte di Andy Warhol. Prendendo spunto proprio da lui e dal suo dono della sintesi, non aggiungeremo altro, se non: #svegliamuseo!

Ed ecco cosa vi siete persi!

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goodbye

[Ringraziamo l’Ufficio Stampa di Palazzo Reale per aver gentilmente messo a disposizione di #svegliamuseo materiali informativi relativi alla mostra.]