The spirit of sharing: le nuove strategie di comunicazione dei musei nell’epoca di Twitter

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Uno sguardo oltre i confini nazionali, dal New York Times del marzo 2011: un interessante articolo sul modo in cui alcuni musei statunitensi si sono preparati ad affrontare i cambiamenti imposti dalle nuove tecnologie alla comunicazione museale.

http://museumsnewspaper.blogspot.it/2013/09/dal-new-york-times-del-16-marzo-2011-e.html

[segnalazione di @piccolimusei]

Ciak si gira: i musei su YouTube

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Alzi la mano chi alle parole “video” e “musei” pensa ad un documentario lungo e noioso! È capitato a tutti coloro che frequentano i musei di inframezzare la propria visita sedendosi in una stanza buia, con tante seggiole (di solito di plastica o con i cuscini rossi), di cui la maggior parte vuote, e vedere un documentario su un tema specifico o sul museo in generale. Sosta benedetta dalle proprie schiene dopo ore in piedi davanti alle vetrine, ci si riposa e intanto si cerca di seguire il documentario.

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#museo: i musei su Twitter

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Per rendere chiara l’importanza che Twitter sta acquisendo (anche) nel settore museale basterebbe qualche dato numerico.
Ad esempio, il sito Museum Analytics.org alla voce Twitter mostra l’andamento degli account museali mondiali in uno scenario dominato – almeno nei primi dieci posti – dai musei americani e inglesi, con il MoMA e i suoi 1.536.328 follower in testa alla classifica. Seguono lo Smithsonian e la Saatchi Gallery, la Tate, il Guggenheim e così via, con nomi che vanno dai molto conosciuti nelle prime posizioni a sorprese dal nome curioso come @museumnerd, autrice di un blog omonimo che raccoglie spunti sui musei e il mondo digitale che ha superato i 148.000 follower.

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Social media strategy per i musei

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I social media, quando sono utilizzati per scopi diversi dal semplice “divertirsi con le foto degli amici su Facebook”, richiedono un’attenta pianificazione strategica, in tutto e per tutto simile a quando si progetta un’azione di marketing, per quanto difficile possa sembrare a un occhio esterno.

L’importanza della strategia, anche dietro a un gesto che appare naturale e immediato come la condivisione di un’immagine su Facebook, è da non sottovalutare. Non è un caso che i primi 5 classificati tra i musei più visitati al mondo abbiano ritenuto opportuno sviluppare una social media strategy per poter comunicare attivamente con il proprio pubblico. Quindi, #svegliamuseo!

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Social media e musei: what’s going on

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Perché social media e musei?

Fin dalla loro nascita in epoca antica, i musei sono stati connotati (anche) dall’esclusività culturale rispetto alla massa della popolazione e dal profilo elitario e “silenzioso” di custodi della nostra civiltà. Le cose sono per forza cambiate nel corso dei secoli e oggi il museo è – cito Wikipedia – “un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto” (definizione ICOM).

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