Da Twitter a Spotify: la presenza digitale del Museo del Romanticismo di Madrid

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Quest’anno compie 90 anni, ma a giudicare dalla sua presenza in rete è ancora in ottima forma: si tratta del Museo del Romanticismo di Madrid, “un museo dedicato al XIX secolo in pieno secolo XXI”. Inaugurato nel 1924 ad opera del II Marchese de la Vega-Inclán, condivide ancora oggi la missione del suo fondatore: avvicinare il visitatore alle forme di vita dell’epoca in cui ha avuto inizio la modernità.
Dopo 8 anni di chiusura per ristrutturazione e riorganizzazione della collezione, il museo madrileno ha riaperto nel 2009, intuendo fin da subito le potenzialità comunicative e di interazione che i social network offrono. Sono stati i primi tra i musei spagnoli a usare Spotify e a organizzare visite guidate pensate specificamente per blogger d’arte. Grazie soprattutto a una strategia digitale che punta al coinvolgimento del pubblico e a un tone of voice diretto e familiare, offre un’idea di visita a tutto tondo, sia on line sia off line (emblematici i questionari “Quanto romantico sei?”).

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